Bayan Kara Ula : possibile crash avvenuto 12.000 anni fa

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m.harlock
00giovedì 2 dicembre 2004 22:49





Una sensazionale scoperta del 1938 svela il possibile crash avvenuto 12.000 anni fa sulle montagne del Tibet. Alieni e umani hanno dato vita ad un'etnia sconosciuta che, forse, ancora oggi, è nascosta a 5000 metri di altitudine.

Nel 1938, in una caverna, tra le montagne del Tibet, al confine con la Cina, nella regione di Bayan Kara Ula, furono ritrovati numerosi scheletri di esseri umani di razza sconosciuta, con crani sproporzionati e piccoli corpi, alti circa 130 cm.
Inizialmente furono considerate scimmie, ma nessun animale, per quanto evoluto, avrebbe mai potuto procedere a tali sepolture. Nelle tombe, oltre ai corpi, furono rinvenute ben 716 dischi di pietra, nei quali erano incisi strani ideogrammi, anch'essi sconosciuti. Capo della spedizione, fu l'archeologo cinese Chi P'u Tai, il quale, dopo aver aperto tutte le tombe, portò a Pechino i reperti trovati sul luogo, compresi gli strani dischi, ciascuno di circa 1 metro di diametro, forati al centro: si trattava di reperti di circa 12.000 anni prima.

Per circa vent'anni, i reperti rimasero praticamente dimenticati nei magazzini di Pechino. Nessuno sapeva l'origine né la funzione dei dischi; nessuno capiva come potessero essersi evoluti in quel modo i corpi degli individui ritrovati.

Solo dopo molti anni, uno studioso e archeologo cinese, il Prof. Tsum Um-Nui, insieme ad uno staff di altri cinque scienziati, iniziò a studiare questi reperti.

Le considerazioni che ne scaturirono furono incredibili, tanto che le autorità cinesi ne vietarono la diffusione.

Solo nel 1965, con la pubblicazione di un documento intitolato Navi Spaziali di 12.000 anni fa, iniziò la divulgazione della scoperta: Tsum Um-Nui spiegò che, secondo le sue traduzioni, effettuate dai geroglifici dei vari dischi di pietra rinvenuti, si raccontava di una navicella spaziale, giunta da un altro pianeta, che aveva avuto un grave incidente sulle montagne di Bayan Kara Ula.

Gli alieni che si salvarono, entrarono in contatto con le popolazioni primitive del luogo, ma gli umani, solo dopo molto tempo, accetarono la presenza di queste strane creature, che avevano comunque intenzioni pacifiche fin dall'inizio.
In particolare, in uno dei dischi, l'incontro veniva così spiegato: "I Dropa (nome attribuito agli esseri alieni) scesero dalle nubi del loro oggetto volante. I nostri uomini, donne e bambini si nascosero dieci volte nelle caverne prima dell'alba, finché capimmo che i Dropa avevano intenzioni pacifiche...". Probabilmente, dopo il crash, gli alieni non furono più in grado di ricostruire l'astronave, rimasero così "imprigionati" sulla Terra e, quasi certamente, si accoppiarono con gli umani, dando vita ad un'etnia che rimase isolata sulle montagne per migliaia di anni.

Il prof. Tsum Um-Nui parla di 12.000 anni fa, poiché, su alcune incisioni ritrovate nelle pareti delle caverne, è raffigurato il Sole nascente, la Luna, alcune costellazioni e la Terra, il tutto collegato da puntini, quasi a spiegare il percorso eseguito dall'astronave per giungere sul nostro pianeta. La posizione dei pianeti e delle costellazioni ha portato poi il professore alla datazione.

Successivamente, furono raschiate le superfici di alcuni dischi. Dall'analisi che ne seguì, il materiale di cui erano composti risultò contenere un'alta percentuale di cobalto e di altre sostanze metalliche.

I dischi di granito, all'oscilloscopio, reagirono emettendo vibrazioni ad un ritmo stranamente regolare, perché carichi di una notevole quantità di energia elettrica. Quei reperti, vecchi di dodicimila anni, non potevano essere manufatti terrestri.
Il Prof. Tsum Um-Nui morì nel 1965, per un attacco cardiaco.
Furono cercati i suoi appunti sulle scoperte di Bayan Kara Ula, ma tutto era stanamente sparito. L'ultimo ad aver parlato della storia dei dischi rinvenuti fu l'ufologo viennese Peter Krassa che, nel 1975, li vide esposti in una teca del museo Bampo a Xian, in Cina, e li fotografò. Oggi, dei numerosi studi condotti sui reperti e dei dischi rinvenuti, si è persa ogni traccia.


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